L’arte orafa di Giulia, dal bosco di Ribes Nero

Basta spostare la virgola et voilà, cambia il significato di questa frase. Giulia Dal Bosco è una giovane orafa della Valpolicella, RIBES NERO è il suo brand di gioielli d’argento: il titolo di questo post è un gioco di parole cui non ho resistito e che mi è stato offerto su un piatto… anch’esso d’argento!

Un regalo speciale

Qualche giorno dopo il mio diploma di Specializzazione, mi sono ritrovata tra le mani un pacchettino contenente… una formica! Al termine del tragitto per fare una passeggiata a Lazise sul lago di Garda, prima di scendere dall’auto, Giulia (un’altra Giulia, amicona della sottoscritta dai tempi delle medie) mi ha dato il suo regalo per la mia “terza laurea”: un ciondolo fatto disegnare e realizzare in argento apposta per me, Francesca. Un ciondolo a forma di formica, tridimensionale, con tutte le sue zampette e antennucce!

Formica d'argento di Ribes Nero
La mia formica d’argento

Per chi non lo sapesse, la formica è un po’ il mio animale-guida (tanto che me la sono tatuata sul braccio destro) perché è piccola, forzuta e tenace come mi sento io; e Giulia lo sapeva bene. Insieme al pacchetto c’era un bigliettino da visita che recitava: “Ribes Nero – Handmade Jewelry in Valpolicella“.

Logo Ribes Nero

Un laboratorio in Valpolicella

La Valpolicella è un gran bel posto, l’artigianato mi attira e io ero curiosa di sapere che faccia avesse la ragazza che aveva dato vita alla mia formica. Ecco quindi che mi sono fatta portare da Giulia (l’amica) a conoscere Giulia (l’orafa), nel piccolo e affascinante laboratorio allestito nel garage di casa sua, a Corrubbio di San Pietro in Cariano (VR).

Giulia Dal Bosco
Giulia Dal Bosco, nella sua mise da maestra orafa

L’anno 1987 ha dato i natali a personaggi come Zac Efron, Joss Stone, Chiara Ferragni, Anna Tatangelo, oltre che a me e Giulia Dal Bosco. Tra me e lei è stata subito intesa, così le ho chiesto di raccontarmi del percorso che l’ha portata a diventare un’abile orafa.

«Ho sempre avuto una passione per la moda e lo stile e sognavo di disegnare e realizzare splendidi abiti. Dopo il liceo ho frequentato una scuola di moda per diventare stilista ma la passione per l’artigianato ha preso il sopravvento. Già da piccola ero affascinata dal lavoro di mio padre, modellista di scarpe, il suo laboratorio è sempre stato un parco dei divertimenti per me. Macchinari e attrezzatura alla fine hanno vinto sull’ipotesi di disegnare vestiti: inutile, volevo sporcarmi le mani».

Giulia aveva un nuovo sogno, quindi, e ha lavorato duramente per arrivare dritta al suo obiettivo. «Al liceo già realizzavo bigiotteria, pezzi assemblati con materiali nuovi e di recupero; dopo la scuola di moda ho lavorato come artigiana per 3 anni in un negozio, creavo bigiotteria con argento e pietre dure. Si trattava però sempre di assemblaggio e io mi sentivo limitata, avevo voglia di poter creare da zero qualcosa. Così mi sono licenziata e mi sono iscritta al mio primo corso di oreficeria a Milano.

La strada è stata lunga e decisamente difficile, visto che sono una testa dura. Per pagarmi i corsi, mantenermi e cominciare a comprare attrezzi e macchinari, lavoravo part time in un paio di locali. Ci ho messo circa 4 anni, poi sono riuscita a mollare l’ultimo lavoro e aprire la mia partita IVA come artigiana. È stato un passaggio incredibile. Non mi dimenticherò mai la paura che ho avuto nel momento in cui non ho più avuto il lavoro “sicuro” al bar che avrebbe potuto salvarmi se fosse andata male con Ribes Nero. Poi le cose sono andate da sé: il lavoro che avevo fatto nei 4 anni ha portato i suoi frutti e nel momento in cui ci ho creduto fortemente e mi sono sentita pronta… lo ero davvero (per fortuna!)».

Giulia Dal Bosco nel suo laboratorio orafo

Giulia Dal Bosco nel suo laboratorio orafo
Giulia nel suo laboratorio orafo

A livello di formazione, come si diventa orafi? «Ho seguito vari corsi: oreficeria professionale e modellazione cera a Milano alla scuola orafa Ambrosiana, incisione e incastonatura a Verona da Abaco e ora mi sto specializzando nella tecnica dell’incisione classica a Padova»È proprio vero che non si finisce mai di studiare (scusate, devo inserire almeno una frase fatta in ogni post).

Ribes Nero: cos’è?

«Ribes Nero nasce da un desiderio di indipendenza e libertà. Aprire la partita IVA in un certo senso ti mette delle catene ma è l’unico modo che abbiamo in questa società per misurarci davvero con noi stessi, metterci alla prova, fare scelte e rispondere di vittorie e sconfitte. Almeno per me era l’unico modo per intraprendere questo percorso. Volevo essere libera, di creare gioielli che venissero dal mio sentire, di scegliere il posto dove crearle, di scegliere il target di persone a cui indirizzare il mio prodotto. Volevo provare, in sostanza, a intraprendere il percorso che avrebbe potuto rendermi felice. Ovviamente niente era certo e non lo è neppure ora, ma quando mi sveglio sono contenta di aprire il mio laboratorio e questo mi basta».

Giulia Dal Bosco e Nanabianca
Sguardo d’intesa tra Giulia e me, nel laboratorio di Ribes Nero

Perché proprio “Ribes Nero”? «Il nome nasce nel momento di massima insoddisfazione per la vita che conducevo. Ero in negozio e ho deciso e promesso a me stessa che avrei tentato con tutte le mie forze di fare ciò che sentivo fosse giusto per me. Ho semplicemente cercato un nome per rendere già concreto il mio progetto e me l’ha suggerito un pacchetto di caramelle appoggiato sulla cassa. Mi è piaciuto e me ne sono presa cura fino ad oggi.
Il laboratorio è in Valpolicella ma non è aperto al pubblico, lavoro con social e sito internet».

Giulia Dal Bosco, maestra orafa

Come avviene la creazione di un gioiello d’argento? «Compro l’argento e il rame puro al banco metalli, dove è necessaria una licenza perché l’argento è un prezioso. Li peso e creo la mia lega al 925 (= 925 parti su mille di argento puro e 75 su mille di rame puro). Fondo la mia lega e creo un lingotto, da filo o da lastra. Tiro il mio lingotto con il laminatoio (una specie di tirapasta per metalli). Lo taglio in base alle necessità con il seghetto e poi lime, frese, martelli, fiamme, spazzole per la lucidatura: sembra un po’ una magia, ma alla fine dallo sporco esce un gioiello che più lucido e bello di così non ce n’è».

Laboratorio di Ribes Nero

Ribes Nero - lavorazione dell'argento

Qual è la “giornata tipo” di un’orafa? «Finalmente dopo 4 anni di lavoro no stop e poca vita personale, ho raggiunto un equilibrio. Lavoro dalle 8:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 19:00. La mattina passo la prima oretta a rispondere a email, direct di Instagram, WhatsApp, Messenger personale e della pagina Facebook, sito internet; poi comincio il vero lavoro. Il pomeriggio lavoro, sbrigo commissioni e ricevo appuntamenti».

I gioielli

«I miei gioielli sono semplici e portabili. Hanno linee pulite e ci tengo che siano comodi e il più possibile resistenti. In questo periodo mi sono specializzata sugli anelli ma vorrei dedicare più attenzione anche a bracciali e collane. Il tempo per un’artigiana è sempre troppo poco».

 

 

Ma un’orafa che gioielli indossa? «Ho degli orecchini, gli unici gioielli che posso indossare al lavoro, ma appena stacco mi riempio le mani di anelli.

E progetti per il futuro ne abbiamo? «A breve termine vedo una crescita personale. Studio e lavoro tanto per migliorarmi tecnicamente e raffinare il mio gusto. Gli obiettivi che perseguo sempre sono organizzazione e crescita, sempre con pazienza, senza fretta. 

A lungo termine sto pensando ad un laboratorio in condivisione con altre orafe, dove non ci sia solo il lavoro, ma anche corsi e attività. Per ora è tutto solo nella mia testa ma ogni tanto aggiungo e tolgo particolari a questa visione e spero un giorno di essere pronta e in grado di realizzarla».

Inutile dire che adoro già Giulia: basta raccontarle cosa si vuole, e lei lo fa! Intanto la mia formichina mi accompagna spesso, appesa al mio collo e appoggiata sul mio cuore.

Formica d'argento Ribes Nero
La mia formica sul cuore

Ecco dove trovare le creazioni di Ribes Nero

Sito web: www.ribesnero.it

FB: Ribes Nero @ribes

IG: @giuliarbesnero

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