Nanabianca ospite a Italia Sì: cronaca di una diretta su RAI 1

Nel mio quadernetto delle “100 cose da fare prima di morire” al n. 64 troviamo: Cambiarsi nel camerino di Giancarlo Magalli (senza Magalli). Un life goal importante e per niente facile, che ho raggiunto sabato scorso negli Studi RAI di via Teulada 66, Roma.

Camerino di Magalli

Il camerino di Magalli

L’antefatto

Andiamo con ordine. Come preannunciavo nel post precedente, a seguito della mia intervista comparsa sul Corriere del Veneto, sono stata contattata dalla redazione del programma Italia Sì, in onda il sabato alle 16.40 su RAI 1 con la conduzione di Marco Liorni, per partecipare come ospite alla puntata del 26 gennaio 2019.*

*In realtà la partecipazione al programma è tutta una copertura per giustificare il mio viaggio a Roma pagato con i soldi del canone RAI di tutti voi italiani. Vi ringrazio sentitamente per avermi permesso di fare visita agli amici Elisa e Claudio, che non vedevo da 6 mesi causa distanza, e avermi offerto una seduta dalla truccatrice e dalla parrucchiera per il sabato sera nella capitale!

Il focus della breve intervista IN DIRETTA (infarto!) doveva essere questo blog, con annessi e connessi legati alla mia condizione di donna di bassa statura. Ammetto di averci riflettuto per qualche giorno: non faccio parte del target di pubblico di quel programma e avevo paura di espormi in modo fuorviante… la disabilità è sempre un affare delicato da comunicare. Ma alla fine mi sono convinta e ho deciso di partecipare, per provare a comunicare un modo diverso di interpretare la disabilità in TV: non avrei mai acconsentito se mi avessero proposto musichette strappalacrime di sottofondo o di raccontare qualche episodio di discriminazione nella mia vita (molto pochi, in verità). Inoltre, una trasmissione del sabato pomeriggio sulla prima rete nazionale permetteva di raggiungere un grande bacino di pubblico: massima resa con minima spesa, insomma. Anzi, guadagnandoci pure un giro a Roma.

Pronti, partenza, via!

Tania Carminati, della produzione televisiva, si è occupata di tutto: dal chiedermi aneddoti, testimonianze, fotografie dei miei viaggi, al mio trasferimento a Roma, al mettermi a mio agio nelle ore prima della diretta (impresa riuscita!).

E così la mattina di sabato 26 gennaio sono partita, da sola, su un treno Italo: ho benedetto mamma RAI, che mi ha sollevata dal noiosissimo compito di prenotare l’assistenza per i passeggeri disabili. Per la prima volta ho affidato l’organizzazione di un mio viaggio in treno completamente a qualcuno altro… penso che ci prenderò gusto (qualcuno ha voglia di farmi da segretaria/o?).

Nanabianca davanti alla Sala Blu di Roma Termini

La Sala Blu di Roma Termini

Al mio arrivo alla Stazione Termini c’era già la macchina con autista della RAI ad aspettarmi, e anche Elisa (i convenevoli dopo, in auto, un’auto con i vetri oscurati come per i veri VIP).

In più di un’intervista mi è stato chiesto cosa non bisogna assolutamente fare con me, e io rispondo sempre: “non prendetemi in braccio contro la mia volontà, solo perché nella vostra testa siete convinti di aiutarmi a superare un ostacolo“; ma questo non significa che io non possa mai essere sollevata: il discrimine è sempre il consenso. Per rendere meglio l’idea, c’è una bella differenza tra la signora Rita che, nonostante avessi fatto la sua conoscenza cinque minuti prima e io fossi insieme a tre amici, si sentì in diritto/dovere di scaricarmi di peso da un autobus romano (ignorando il mio diniego), e il conducente RAI Giosafat che, da vero signore e professionista, vedendo che lo sgabellino da lui posizionato a mo’ di scaletta davanti alla portiera dell’auto non era sufficiente a farmi salire, mi ha chiesto: «Mi permette di sollevarla?». C’è un’enorme differenza.

Una mini blogger in via Teulada

Tania stava aspettando me ed Elisa agli studi RAI di via Teulada, per partire a bomba con la preparazione della mia parte di programma: niente pausa per riprendermi dal viaggio, niente pipì, il pranzo dopo (erano quasi le 13). Una breve disamina insieme alla costumista del mio vestiario portato da casa – e il viola no, e il verde no, e con la gonna ti si vede tutto, e questa maglia è troppo semplice, ma c’hai solo queste scarpe?! – ha portato a scegliere contro ogni mia aspettativa un vezzoso outfit nero, con pois, trasparenze e, comunque, la gonna e l’unico paio di scarpe che posseggo attualmente.

In tutto questo, mi era stato assegnato il camerino di Giancarlo Magalli.

Il briefing con le autrici

Dallo studio televisivo mi aspettavano le autrici per fare una prova semi-generale, del percorso che avrei dovuto fare entrando, della mia presentazione iniziale alla telecamera e degli argomenti di conversazione che avremmo affrontato io e Marco Liorni: il mood generale, comunque, era «nella tua posizione puoi permetterti di dire quello che vuoi». Ignote, invece, le domande che avrebbero fatto gli ospiti fissi – i tre “saggi” (…) – Elena Santarelli, Rita Dalla Chiesa e Mauro Coruzzi/Platinette.

Non ero mai stata in uno studio televisivo, ma immagino che quello di Italia Sì assomigli un po’ a tutti gli studi di trasmissioni affini: un enorme pop-up delle dimensioni di un monolocale, ma che per un sapiente gioco di illusioni prospettiche, dallo schermo del televisore sembra lo stadio di San Siro.

Percorrendo la passerella centrale (accessibile tramite scivolo signori miei, oooh sì!) ho cominciato a cagarmi sotto: cosa diavolo stavo facendo? Lo sapevano, vero, che mi sarei bloccata a un certo punto? Come mi era saltato in mente di accettare e di decretare così la fine morale della trasmissione e della mia reputazione per sempre? Ma poi ho sentito bisbigliare dietro di me, tra i cavi e le luci: era René Ferretti che mi incoraggiava con il suo «dai, dai, dai!».

La mensa, il trucco e il parrucco

Il pacchetto all inclusive della mia partecipazione al programma prevedeva anche l’accesso alla mensa della RAI: non vi parlerò della bontà di quella pastasciutta, di quel pesce con le patate, di quel succo d’arancia… non ci sarebbero gli estremi per farlo.

Elisa, inizialmente molto scettica e sospettosa verso il format della trasmissione che avrebbe potuto facilmente danneggiarmi e travisare il messaggio che volevo portare, dopo il briefing si era tranquillizzata: vi consiglio di leggere il suo articolo in merito, che parla in modo estremamente lucido non solo di me, ma soprattutto di come ci sia bisogno di rivedere la percezione della disabilità.

Seduta di trucco per Nanabianca

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Dopo aver riempito la pancia – e fatto pipì -, via dritta al trucco e parrucco! Elisa sempre insieme a me, a documentare il tutto per i social e per i posteri. Bravissime la truccatrice e la parrucchiera RAI, che mi hanno trasformata in una gnocca da paura pur rispettando il mio modo di essere. Mi sono sentita proprio una diva del piccolo schermo!

Ora non restava che aspettare le 16.40, firmare tutte le dichiarazioni di consenso possibili e immaginabili, tenere a bada l’ansia e, per Elisa, fumare una sigaretta scroccata al ragazzo che ha avuto la sventura di passare nel momento sbagliato davanti al nostro camerino, che – mi piace ricordarlo – era quello di Magalli.

Si va in diretta!

Non mi sentivo per nulla pronta, ma ormai ero in ballo e non dovevo fare altro che chiudere gli occhi e andare (possibilmente senza roccolare per terra inciampando sull’aria) a fare la mia figura, qualunque essa fosse.

Tania è venuta a chiamarci in camerino: la trasmissione sarebbe iniziata da lì a 20 minuti e io ero la seconda ospite in scaletta! Nel corridoio che portava allo studio televisivo abbiamo incrociato un trio molto particolare, di uomini travestiti da signorine anni ’30… Non potevo crederci, erano le Sorelle Marinetti! E io sarei andata in scena subito dopo il loro show canterino.

Una di loro si è rivolta a Elisa con «Ora però la sigaretta non te la do!». La mia amica aveva scroccato una sigaretta niente meno che a un’irriconoscibile Scintilla Marinetti!

Le Sorelle Marinetti a Italia Sì
Le Sorelle Marinetti a Italia Sì

Mi hanno detto che il conduttore Marco Liorni era forse più agitato di me (non che questo contribuisse a rilassarmi) perché, sebbene si fosse molto preparato sul mio blog e sulla mia persona, aveva paura di fare qualche uscita indelicata: speravo di poterlo conoscere prima che iniziasse la diretta, ma non ce n’è stato il tempo. Così come non ho avuto contatti preliminari con i tre “saggi” (…): quello che si vede nella registrazione della puntata è assolutamente spontaneo.

I minuti prima di andare in scena sono stati lunghissimi, ma ero abbastanza lucida e focalizzata, sebbene mi tremassero le gambe e avessi lasciato volontariamente la carrozzina in camerino. Mi sembrava un po’ come dover rifare la discussione di laurea (una a caso, scegliete voi quale) davanti alla commissione giudicatrice.

«Mi vesto da Biancaneve e ci rido su»

Terminato lo stacchetto musicale delle Sorelle in compagnia della speaker radiofonica Andrea Delogu, ho sentito la voce di Marco Liorni che introduceva il mio ingresso in studio: era il momento.

Dalla stella sul pavimento dietro le quinte su cui ero posizionata in attesa del mio turno, e sulle note dell’Aria della Regina della Notte del Flauto Magico, ho camminato decisa (“decisa” nella mia testa: in realtà caracollavo con la mia solita andatura ondeggiante) lungo la passerella trasparente, per fermarmi davanti al podio/pulpito al centro dello studio. Qui siparietto semi-comico, in cui io guardo il gradino per salire sul podio circolare, allargo le braccia e lo aggiro, per andarmi a sedere sullo stesso gradino ma a favore della telecamera. L’inquadratura ravvicinata sulle mie scarpe era telefonata, dai.

Nanabianca a Italia Sì
In diretta!

La musica di sottofondo scema (nel senso che si abbassa fino a spegnersi, non nel senso che sia una scelta stupida, anzi!), parte l’applauso e Liorni viene a stringermi la mano. Da qui in poi dipenderà tutto da me, da come inizierò a parlare e a come reagirò alle domande impreviste.

Un resoconto emotivo

Non farò il resoconto dei 12 minuti di diretta, poiché è tutto visibile nella puntata su Rai Play (la mia parte inizia al minuto 13.10 circa), ma dato che in tanti poi mi hanno chiesto come l’ho vissuta, posso di certo raccontare le mie impressioni.

  • Ho fatto il mio discorso alla Nazione iniziale in modo abbastanza spedito, dimenticandomi parte della scaletta che mi ero preparata la sera prima, ma comunicando comunque l’essenziale: ho scoperto che guardare un punto fisso (la telecamera), anziché gli occhi di un’altra persona, mi aiuta a mantenere la concentrazione.
  • Ho scoperto che più si parla davanti a una telecamera e più si diventa disinvolti: a un certo punto ci si dimentica quasi di essere ripresi.
  • La mia foto vestita da Biancaneve tira sempre un sacco, perché crea un cortocircuito tra la mia condizione di nana e l’autoironia.
  • Fortunatamente, è stata data una chiave di lettura corretta del mio blog e dei messaggi che voglio trasmettere; non c’è stato spazio per la “TV del dolore” alla Barbara D’Urso, a racconti strazianti sulla mia infanzia, a close-up morbosi sui miei occhi lucidi, a considerazioni trite sul mio coraggio e sulla mia forza: si è parlato invece dei miei viaggi, di alcune città che ho visitato, di quali sono i problemi che incontro, di cosa dovrebbe fare la gente nei confronti miei e delle persone disabili, di cosa non bisogna fare con me.
  • A questo ultimo proposito, direi che chiedere in diretta su RAI 1 se “ho trovato l’Amore” (cit. Rita Dalla Chiesa) è qualcosa che non si dovrebbe fare, non solo con me ma in generale. E alla mia risposta negativa (più per comodità che altro), non è carino nemmeno rincarare con un – incoraggiante nelle intenzioni, non lo metto in dubbio – “vedrai che arriverà, sei ancora giovane!”. Oltre ad essere una questione strettamente personale – a cui peraltro non sempre si può dare una risposta secca -, implica il fatto che “trovare l’Amore” sia considerato come il vero scopo della vita, un concetto ancora troppo sopravvalutato soprattutto se riferito a una persona disabile (questo lo aggiungo io): io voglio sentirmi realizzata a prescindere, completa in quanto me stessa e non per forza come parte di una coppia. Ma poi, se hai a disposizione una sola domanda da fare a una donna di 98 cm, davvero non trovi nulla di estremamente più interessante da chiederle? Mi vengono in mente decine di domande alternative, più concrete e pertinenti, senza scadere nella curiosità morbosa. Così come mi vengono in mente decine di risposte che avrei voluto dare alla Dalla Chiesa, censurabili anche se prive di turpiloquio (chissà se uscirà mai un video con “Hai trovato l’Amore? Ecco cosa avrei voluto veramente rispondere“).
  • Ho sperato in una domanda di Mauro Coruzzi, ma ahimè non si è pronunciato.
  • Mi sono divertita e alla fine sono contenta di aver fatto questa folle esperienza. Riguardandomi, sono soddisfatta di me stessa: ho mantenuto il focus, non ho divagato, non mi sono bloccata, ho reagito con prontezza anche alle domande un po’ inconsistenti. Insomma, sebbene avrei avuto moltissime cose da raccontare, non mi sono tradita.
Nanabianca a Italia Sì
Gli amici che mi guardano da casa

E dopo la trasmissione?

Dopo la mia uscita di scena, ho salutato un po’ di fretta le autrici e lo staff che stava assistendo alla messa in onda del programma, ho recuperato i miei averi dal camerino di Magalli e, figa com’ero, mi sono diretta alla macchina insieme ad Elisa : l’autista della mattina ci stava già aspettando per scortarci a Centocelle (dove abita lei).

In auto ho detto alla mia amica: «Adesso andiamo a bere?». La tensione era scesa, il mio cellulare stava esplodendo di messaggi e notifiche, io avevo voglia di festeggiare.

Il riscontro sui social

Ripensandoci, durante la trasmissione Liorni non aveva citato il nome del mio blog, ma il mio nome e cognome sì, quindi il popolo del web mi ha trovata comunque (e, oltre al picco di visite mai visto sul blog, mi sono arrivate circa 400 richieste di amicizia sul profilo personale di Facebook). Non so se sia normale, ma di tutti i messaggi e le mail che ho ricevuto, non c’è stata una sola critica negativa (me la sto tirando? Forse sì).

Nanabianca festeggia
E si festeggia!

Tuttavia, la maggior parte delle persone che mi hanno scritto – il target principale è la casalinga ultra cinquantenne, ma non solo – non hanno ben compreso quello che volevo trasmettere: è tutta una fiera di “sei una GRANDE donna”, “complimenti per il tuo coraggio”, “che Dio ti benedica”, “sei bellissima e dolcissima”; ma anche uomini che “anch’io ho (malattia xxx), ho bisogno di amicizia e amore, possiamo conoscerci?”. Vabè. 🙂

Al netto del fatto che non sono dolcissima e non chiedo nulla a Dio che non abbia già, non mi sento una donna coraggiosa: un chirurgo che opera un bambino con il 10% di probabilità di salvezza è coraggioso, una persona che si tuffa nel fiume per salvare qualcuno è coraggiosa. Io sarei coraggiosa per cosa, esattamente?

Però una cosa è certa: a parlare per la prima volta in diretta davanti a 1.640.000 di persone ci vuole molto, molto coraggio!

 

Vuoi rivedere il video della puntata?

Lo trovi qui: https://www.raiplay.it/video/2019/01/ItaliaSi-3db8d087-d0ec-4d82-8d23-52bf0b925995.html

Nanabianca a Italia Sì
La puntata si può rivedere su Rai Play

6 risposte a "Nanabianca ospite a Italia Sì: cronaca di una diretta su RAI 1"

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  1. Però devo dire che la sua andatura ondeggiante era meravigliosa. Credo anche la Dalla Chiesa ha fatto una domanda su una cosa che stava a cuore a lei, nel senso che ha perso il papà da piccola e poi il suo grande amore Frizzi, quindi ha fatto una domanda in base ai suoi desideri. Magari un bevitore di birra avrebbe chiesto che marca di birra beve o un tossicodipendente se avesse mai provato a farsi di qualcosa.
    Credo anche che per certi versi “prendere in braccio” o fare qualsiasi cosa con una persona con abilità diverse, forse sia un errore. Credo sia più giusto trattare chi si ha di fronte come un normalissimo essere umano. Perché per me, lei non è una persona da coccolare forzatamente o che ispira pena e quindi da trattare come un bambino.
    “Al netto del fatto che non sono dolcissima” Questo si evince dai suoi occhi profondi e penetranti, sicuramente avrà un “ pessimo” 🙂 carattere che personalmente apprezzo (aborro la stupidità), sicuramente non è facile “aggirare gli ostacoli” della vita ma credo anche che se si vuole, si può. Lei ha carattere da vendere e da molti punti a gente che si reputa “normale” ma che ha narcisismi patologici profondi per il proprio aspetto e la propria intelligenza, poi se vai a vedere trovi, dentro, il vuoto assoluto. Ho ri-guardato su Rai play, più volte la sua partecipazione alla trasmissione, lei mi è risultata a tratti commovente, a tratti magnetica e conturbante, lei è una bella persona anche se ha un caratterino difficile da fronteggiare, ma è lo scotto che si deve pagare se si vuole interagire con una persona così particolare e non mi riferisco all’altezza, altrimenti i cultori delle cose facili e della “normalità, spesso banale e insipida possono dalle veline siliconate.

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