Paura e delirio a Norimberga

La paura, quella del clima fomentato dal Terzo Reich. Il delirio, quello personale di Hitler, divenuto collettivo a seguito di una metastasi sociale.

E con questa frase smorzo subito ogni possibilità di festaiolo fraintendimento del titolo.

Capodanno a Norimberga, parte 2

Nel post precedente vi ho raccontato il viaggio che ho fatto nella città bavarese, insieme agli amici Enrico e Margherita, per festeggiare l’inizio del 2018; vi avevo anche detto che il capitolo dedicato alla visita dei luoghi di Norimberga legati al suo passato nazista meritava un articolo a sé stante… e io avevo bisogno di metabolizzare.

Il nostro soggiorno norimberghese è partito con… bang! la visita al Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände, niente di meno che il Centro di Documentazione dell’Area Congressi del Partito Nazionalsocialista. Insomma, una cosina leggera leggera giusto per metterci a nostro agio ed entrare nel clima della vacanza.

L'esterno del Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
L’esterno della Kongresshalle, che ricorda un anfiteatro romano

E infatti la traduzione inglese di “Congresso del Partito Nazista”, Nazi Party Rally, dava inevitabilmente il via a un trenino Disco Samba immaginario nelle nostre teste, che però faceva a pugni con la serietà del momento.

Nazi Party Rally!

Il Centro di Documentazione si trova nella zona meridionale della città, nell’ala nord del Padiglione dei Congressi, incompiuto: Norimberga aveva vinto il privilegio di essere la “Città dei Congressi del Partito Nazionalsocialista” e dal 1934 ne ospitava il raduno annuale, fatto di grandi parate, sfilate di massa, dimostrazioni pubbliche tese ad esaltare la potenza del Führer e la grandezza del Reich. Inoltre, nel 1935, vennero qui promulgate le “Leggi razziali di Norimberga“.

Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
L’ingresso in acciaio e vetro al Centro di Documentazione dell’Area Congressi del Partito Nazionalsocialista
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L’ingresso disabili

La mostra permanente “Fascino e Terrore” è allestita all’interno della Kongresshalle, l’arena coperta che, una volta terminata, sarebbe stata in grado di ospitare 50.000 persone.  La struttura originale – un imponente non-finito che all’esterno evoca il Colosseo – è attraversata da incursioni di architettura contemporanea in acciaio e vetro: il Centro, è completamente accessibile ai disabili in carrozzina (l’accesso riservato si trova al di sotto della scala di ingresso, basta suonare un campanello per farsi aprire).

Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
La biglietteria del Centro di Documentazione
L'audioguida del Centro di Documentazione, Norimberga
Un’audioguida discreta

In biglietteria viene data in dotazione una audioguida in 7 lingue diverse per la visita al Centro di documentazione, più simile a una padella che a una cornetta telefonica: ma se sei sordo e non sai il tedesco sei spacciato, perché non esiste una trascrizione della guida, se non dei filmati che sono, appunto, in tedesco (perché noi l’inglese lo si schifa). Il percorso museale non ha molti reperti originali, ma si compone quasi esclusivamente di pannelli espositivi con apparati di testo (in tedesco), fotografie e filmati con testimonianze, tradotti in automatico dall’audioguida.

Se ci andrete mai, preparatevi a una lunga ed intensa visita che ripercorre la nascita e la subdola diffusione del Nazismo tra le masse, fino ad arrivare al delirio di onnipotenza di Adolf Hitler, reso quasi immortale dalle costruzioni del Reich progettate dall’architetto Albert Speer ed enfatizzato dai documentari di propaganda girati dalla regista Leni Riefenstahl (sì, una donna!). Penso si possa tranquillamente dire che il Führer fosse una persona leggermente autocentrata… E per fare una becera metafora da due soldi, se fosse stato un normalissimo impiegato di banca di una media città italiana del 2018, avrebbe sicuramente guidato un SUV (non me ne vogliano i bancari, ho ottimi rapporti con quelli della mia filiale! Era per citare una categoria rispettabile, ma ovviamente non si può fare di tutta l’erba… generalizzare, non si può generalizzare).

"Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände, Kongresshalle
Ciò che resta della Kongresshalle
Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
Una passerella sospesa porta al centro della Kongresshalle incompiuta: avrebbe dovuto essere un’arena coperta

“…per poter vivere senza dover pensare”

Girando per quelle sale non riuscivo a smettere di domandarmi come sia stato possibile che quel “pancino pieno di latte”, teneramente dipinto da Wisława Szymborska nell’interrogativa poesia La prima fotografia di Hitler (cosa avranno sognato i genitori di “Adolfino” per il suo futuro?), fosse arrivato ad avere tanto carisma da poter decidere della vita e della morte di milioni di persone, con il consenso – anzi, l’adorazione quasi divina – di altri milioni di persone.

Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
In carrozzina davanti a Hitler

Un’altra domanda che mi martellava in testa era: che ne sarebbe stato di me se fossi nata nel decennio sbagliato? Per quelli come me (esteso a chiunque abbia un’anomalia fisica), il posto e il momento sbagliato per nascere si può estendere quasi alla storia intera… Ma nella Germania nazista quelli come me sarebbero stati scientificamente eliminati in quanto “vite indegne di essere vissute”.

Guardavo le persone che vagavano con la padella all’orecchio davanti ai tabelloni e ai monitor del Centro di Documentazione, di numerino (dell’audioguida) in numerino, e pensavo che probabilmente ben pochi di loro sarebbero stati salvi nella Germania degli anni ’30: chi perché di sangue ebreo, chi perché con qualche difetto fisico, chi perché con la pelle troppo scura, chi perché omosessuale, dissidente, “asociale”… Chiunque non fosse inquadrabile nel sistema.

Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
Una delle sale del Centro di Documentazione
Testina di Hitler, Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände
Una delle teste in bronzo di Hitler, diffuse per propaganda in tutta la Germania

Una parziale risposta alla prima domanda l’ho trovata in uno degli ultimi filmati dell’esposizione, una risposta che nella sua semplicità mi ha fatto correre un brivido lungo la schiena: un anziano signore tedesco raccontava di quando, da ragazzo, era uno dei privilegiati che partecipava alle parate militari durante i Congressi annuali del Partito, e che il segreto del Nazismo per avere quel consenso sociale totalizzante era stato saper “riempire di contenuti, per poter vivere senza dover pensare”.

Il Processo di Norimberga

Torniamo per un attimo alla nostra vacanza di Capodanno. Dopo questo inizio per nulla impegnativo (sic), abbiamo mangiato, bevuto, festeggiato, comprato souvenirs… ma il quarto giorno, prima di riprendere la strada verso l’Italia, abbiamo messo un punto a quel senso di disagio dato dallo spaccato sul decennio nazista scoperto al Centro dei Congressi, esattamente come il Processo di Norimberga aveva messo una pietra tombale su quell’escalation di violenza e terrore orchestrata da Hitler e dai gerarchi del Reich.

Il Palazzo di Giustizia di Norimberga
Il Palazzo di Giustizia di Norimberga

Tutti sanno cos’è il Processo di Norimberga, qualcuno ha visto il film del 2000, pochi conoscono i dettagli o hanno visto dei filmati originali. Una volta finita la Seconda guerra mondiale, 22 alte cariche del Partito Nazista (tra cui Hermann Göring) vennero citate in giudizio per crimini di guerra e contro l’umanità: il processo principale, che si svolse nell’Aula 600 del Palazzo di Giustizia di Norimberga tra il 20 novembre 1945 e il 1° ottobre 1946, terminò con 12 condanne a morte per impiccagione.

Il Memoriale del Processo di Norimberga

L’Aula 600 dove si tennero le udienze è ora visitabile all’interno del Memorium Nürnberger Prozesse: il percorso espositivo, che ripercorre tutte le tappe del processo, ricalca la modalità di visita del Centro di Documentazione dell’Area Congressi, con audioguida in lingua, pannelli con testi e fotografie, filmati. Anche questo luogo è completamente accessibile tramite ascensore e preparatevi a dedicarci tempo e attenzione, perché la visita non si esaurisce in mezz’ora.

Aula 600 del Palazzo di Giustizia di Norimberga
Memoriale del Processo di Norimberga
Aula 600, Memoriale del Processo di Norimberga
L’aula 600 del Palazzo di Giustizia, dove tra il 1945 e il 1946 si svolse il Processo di Norimberga

Una particolarità è che a Norimberga gran parte del procedimento giudiziario venne ripresa dalle telecamere: esistono bobine di ore e ore di udienze e interrogatori, in cui per la prima volta l’umanità intera venne a conoscenza dei crimini perpetrati dalla gerarchia nazista; quelle stesse immagini le possiamo vedere noi oggi, possiamo sentire le motivazioni direttamente dalla bocca degli imputati e dei testimoni. La distanza tra noi, persone del 2018, e quei fatti storici così immensi e apparentemente lontani, si annulla. Personalmente, mi ha fatto molta impressione (nel senso “buono”) vedere i 22 imputati, che fino al giorno prima decidevano le sorti di un sistema dittatoriale basato sulla purezza di una razza, seduti tutti insieme su panche spartane, trattati (loro sì) come persone ma senza riguardi particolari per il vecchio status ormai svanito, in attesa di ascoltare le loro sentenze di morte.

In quel luogo di memoria ho provato un senso di sollievo per l’Europa del 1945, uscita da un lungo incubo maledettamente reale: il “delirio collettivo” con tutto il suo apparato di propaganda, di manipolazione delle masse, di architetture opprimenti, di affermazione della supremazia militare tedesca, di divinizzazione del Führer, di selezione della razza ariana, di sterminio di milioni di ebrei (e non solo), si era finalmente svuotato dei contenuti fittizi di cui parlava quell’anziano signore che sfilava in gioventù durante i Congressi del Partito. Con il Processo di Norimberga, il Nazismo era ormai diventato una scatola vuota: le persone potevano tornare a pensare.

Centro di Documentazione dell'area dei Congressi del Partito Nazionalsocialista
Binari che portavano a un campo di concentramento. Installazione all’interno del Centro di Documentazione dell’area dei Congressi del Partito Nazionalsocialista, Norimberga

 

 

3 risposte a "Paura e delirio a Norimberga"

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