Ho fatto scalo (accessibile) a Grado

Avete presente la canzone di Franco BattiatoScalo a Grado? Se non la conoscete, ascoltatela in questa coinvolgente esibizione in playback di inizio anni ’80.

Ce l’ho avuta in testa per tutta la mia permanenza nella cittadina friulana sul mare, cinque giorni di vacanza “da pensionati” con due amici di una vita, gli stessi del Capodanno a Norimberga. L’obiettivo per l’agosto di questo strano 2020 era solo uno: relax senza pretese, altrimenti detto non fare niente. E Grado in provincia di Gorizia si è rivelata la località perfetta, anche per l’accessibilità.

La facciata di un vecchio negozio di souvenir nel centro di Grado

Grado ricorda per certi versi Venezia: si trova su isole che si affacciano su una laguna e la città si raggiunge in auto grazie a una suggestiva strada-ponte che la attraversa, proprio come il Ponte della Libertà veneziano.

E la sua storia si intreccia a quella della Serenissima: semplificando, Grado si colloca tra il declino della vicina Aquileia, città tra le più importanti dell’Impero Romano, e l’ascesa della potenza di Venezia come la conosciamo. Il Patriarcato di Grado, infatti, nacque nel 607 d.C. dalla scissione dell’influente Patriarcato di Aquileia e nel 1451 si trasformò ufficialmente nel Patriarcato di Venezia, che esiste ancora oggi. 

La Basilica di Sant'Eufemia di Grado di sera

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Il centro storico di Grado di sera

Questo per dire che in passato Grado è stata ben più che una tranquilla località balneare sull’Adriatico semi-sconosciuta ai più.

Se ad Aquileia ci sono stata più volte, a Grado – distante un quarto d’ora di macchina – non ero mai arrivata. Io e i miei compagni di viaggio, dunque, siamo andati un po’ alla cieca nel capire come muoverci e dove soggiornare al meglio: vi racconto la mia esperienza di vacanza relax in questa città di mare, tenendo conto che le mie esigenze di accessibilità sono molto personali e diverse da quelle di altre disabilità.

Nanabianca in piedi sulla spiaggia di Grado

Accessibilità: una premessa

Lo sottolineo spesso: quando prenoto online un albergo, mi assicuro che sia garantita l’accessibilità minima, ovvero rampe d’accesso e ascensore (uso comunque una sedia a rotelle manuale per spostarmi su lunghe distanze), ma non spunto mai la casella camere per disabili. Per un motivo molto semplice: ho il terrore che mi venga assegnata una stanza con bagno “a norma” per persone in carrozzina, cioè con lavandino enorme e water altissimo. Lo so, è un concetto strano da far comprendere, ma per me le cosiddette toilettes attrezzate sono meno accessibili di un bagno normale. Il requisito imprescindibile, invece, è che ci sia il bidet – che io uso come lavandino – e che il rubinetto della doccia sia relativamente basso.

L’albergo

L’Hotel Bellavista è situato in Città Giardino: non in centro storico quindi, ma vicino alle spiaggia attrezzata. È un alberghetto dallo stile classico (d’accordo, cercate di andare oltre alle fantasie dei copriletti che fanno a pugni con i colori delle pareti) e cortesia d’altri tempi: alla reception si rivolgono a voi dandovi del “loro”. Stupendo.

I piedi di Nanabianca sul letto dell'hotel Bellavista di Grado

Il Bellavista non si spaccia per struttura accessibile a ospiti disabili, perché non mi risulta che abbia camere e bagni attrezzati; ma è dotato di comoda rampa d’accesso e ascensore. L’unica pecca è che questo è utilizzabile fino alle 23.30, ora in cui chiude la reception: se si torna più tardi, bisogna fare le scale (sic). Ecco, io forse questo lo segnalerei in grande sulla lista dei servizi dell’hotel!

Dista 3 minuti a piedi dalla spiaggia e non ha parcheggio privato, ma ha dei posti riservati ai portatori di handicap proprio davanti. La colazione è buona e varia, sia dolce che salata, e in questo periodo viene servita da un’addetta che riceve le ordinazioni dietro un vetro anti-Covid… quindi scordatevi il buffet libero. Un altro punto a favore è l’estrema pulizia delle camere e di tutti gli ambienti: super!

Se non si hanno grandi pretese di accessibilità, l’Hotel Bellavista è sicuramente consigliato.

La spiaggia

Grado ha una luuuunga spiaggia attrezzata per esigenze diverse, da chi vuole portarsi il cane sotto l’ombrellone, a chi invece vuole un gazebo intero in modo da non litigare con il partner per avere l’ombra. Gli impianti sono gestiti da G.I.T. Gradosul loro sito è possibile vedere tutti i servizi e prenotare già da casa il proprio ombrellone, grazie alla mappa illustrata che sembra vagamente uscita da un libro di Dov’è Wally?

Nanabianca trascinata in carrozzina sulla spiaggia di Grado da un amico

Prima di partire per Grado, però, mi girava in testa la solita domanda: la spiaggia sarà accessibile? Quali saranno gli ombrelloni più comodi per arrivarci in carrozzina?

Per avere risposte mi sono fatta un giro di mail e di telefonate a G.I.T. Grado, in cui una signora molto gentile mi ha esposto due possibilità:

1. Registrarsi nell’area del sito dedicata e acquistare l’ombrellone, scegliendone uno vicino alle passerelle dalla mappa dei posti disponibili. In questo caso il prezzo sarebbe stato pieno.

2. Acquistare ombrellone+sdraio direttamente in loco, facendosi consigliare dal bigliettaio il posto migliore per le proprie esigenze. In questo caso, presentando una certificazione che attesti la disabilità, si sarebbe avuto il 30% di sconto. Nota negativa: per accedere allo sportello della biglietteria, ovviamente alto, c’è un gradino.

Abbiamo scelto la seconda opzione, cambiando ombrellone di giorno in giorno in base alla disponibilità, ma sempre nei posti accessibili alle carrozzine lungo le passerelle che scandiscono la lunga spiaggia.

Nanabianca su una delle passerelle della spiaggia di Grado

Passerelle per le carrozzine sulla spiaggia di Grado
Uno degli ombrelloni attrezzati per disabili in carrozzina sulla spiaggia di G.I.T. Grado

Per avere un orientamento, noi entravamo ogni mattina dall’ingresso 7, che è vicino all’estremità orientale del lungomare poco prima della spiaggia libera. Le passerelle purtroppo non arrivano fino al mare, ma lo stabilimento è dotato di diverse sedie JOB e ho visto almeno una Sand&Sea. Menzione d’onore per le toilettes di questa porzione di spiaggia: pulite e dotate di un ampio bagno accessibile alle persone in carrozzina.

Sedia Job sulla spiaggia di Grado
Una delle sedie JOB sulla spiaggia di Grado

Decisamente notevole il chiosco sulla spiaggia dove abbiamo pranzato per tre giorni di fila, accessibile tramite rampa, per tutti: il Bar TOP, di nome e di fatto, offre una selezione di panini e di insalate di tutto rispetto (provate la “Sgombro”, ma non fate come me che ho chiesto di togliere lo sgombro), ha uno staff sorridente e una playlist musicale a tratti meritevole (tra una Alessandra Amoroso e un Ghali ho sentito anche Battisti e la Carrà).

La battigia della spiaggia di Grado
Bassa marea sulla spiaggia di Grado

Nanabianca a piedi sulla spiaggia di Grado

Nanabianca seduta su un muretto sulla spiaggia di Grado

Le scarpe di Nanabianca sulla spiaggia di Grado

Ultima nota sulla spiaggia. Il mare di Grado ha una forte escursione di marea durante la giornata: di conseguenza, quando la marea è bassa la spiaggia diventa amplissima ed emergono delle secche. L’acqua, in questo caso, rimane alta poche decine di centimetri, perfetta per osservare i paguri e le lumachine di mare sul fondale! Per poter immergersi e fare una nuotata, invece, bisogna spingersi al largo per molti metri.

Dove l’acqua si ritira, la sabbia rimane molto compatta, rendendo possibile le passeggiate in carrozzina; ma la parte più difficile è arrivarci!

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Vicino all’acqua la sabbia è compatta: si riesce ad andare in carrozzina!

Il centro storico

La zona Città Giardino è collegata al centro da una comoda via ciclopedonale asfaltata. Il centro storico di Grado è molto caratteristico: in prossimità della Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, fulcro storico della città, pare di essere in un campo veneziano. L’ingresso alla basilica, a cui si accede gratuitamente, è dotato di rampa, mentre per visitare il lapidario bisogna fare alcuni gradini.

Nanabianca davanti alla basilica di Sant'Eufemia a Grado
La Basilica Patriarcale di Sant’Eufemia
Il Battistero di Grado
Il Battistero
L'interno della Basilica di Sant'Eufemia di Grado
Basilica di Sant’Eufemia, interno
Il lapidario della Basilica di Grado
Il Lapidario

Nanabianca si sporge verso un pozzo di marmo, Lapidario della Basilica di Grado

Nanabianca in mezzo ai marmi del lapidario di Grado

Le strade del centro non presentano grossi problemi di accessibilità, avendo vie dedicate al “passeggio” tra negozi e ristorantini, molti dei quali senza particolari barriere architettoniche all’ingresso (anche se non mi sento di garantirlo al 100%, come non ho elementi sufficienti per parlare dei bagni accessibili).

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Il centro storico di Grado

La pavimentazione è per lo più lastricata o asfaltata, ma si incontra anche l’onnipresente pavé: nel complesso, però, non l’ho trovato scomodo.

È ora di tirare le somme: Grado è una località turistica accessibile? Per me è assolutamente promossa!

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Tappe fuori programma: Palmanova e Aquileia

Se siete a Grado, volete cambiare un po’ aria e vedere qualcosa di bello, ricordatevi che a 15 minuti di auto c’è Aquileia e a 30 Palmanova, la città-fortezza a pianta ennagonale costruita nel 1593.

Noi le abbiamo viste entrambe. Palmanova è contenuta e tutta in piano, con un’enorme spazio centrale attorno a cui ruota tutto, e che difatti si chiama Piazza Grande: qui potete visitare il Duomo, accessibile dal lato della chiesa, e fare aperitivo in uno dei bar affacciati sulla piazza. Se siete appassionati di storia militare e fortificazioni, Palmanova fa proprio per voi: qui potete richiedere informazioni per visite guidate della città e scaricare un itinerario accessibile.

Facciata del Duomo di Palmanova in Piazza Grande
Il Duomo di Palmanova
Piazza Grande a Palmanova
Palmanova, Piazza Grande

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Aquileia non è nulla in confronto a quello che era nell’Antichità e oggi ha un centro molto piccolo, ma stupendo: potete starci un quarto d’ora o una settimana, a seconda del vostro interesse per le “cose vecchie”. Se siete appassionati di archeologia, non potete perdervi il Museo Archeologico e le varie aree archeologiche sparse per la cittadina. Ma soprattutto dovete entrare alla Basilica di Santa Maria Assunta, accessibile, a vedere il pavimento ondulato ricoperto di mosaici paleocristiani.

Veduta della Basilica Patriarcale di Aquileia
La Basilica Patriarcale di Aquileia

Gelateria L'Orso Goloso di AquileiaMenù Pizzeria "Alla Basilica" di Aquileia

Aquileia va visitata di giorno, poiché di sera non ci sono molti locali aperti a meno che non ci siano eventi particolari. Ma se ci capitate di pomeriggio, vi consiglio di fare un salto alla Gelateria L’Orso Goloso nella centralissima via Popone Patriarca: ricordo un gelato alle more favoloso!

Vi abbiamo convinti a visitare questa parte di Friuli?

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2 risposte a "Ho fatto scalo (accessibile) a Grado"

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